Il viaggio delle donne tra i brodi della storia!
Per l’8 marzo, Well propone un viaggio alla scoperta del legame tra le donne e il brodo: una pietanza antica ma allo stesso tempo fortemente attuale.
Il brodo, il cibo tradizionale per eccellenza, quella pietanza che ha accompagnato l’uomo in tutte le fasi della storia ma che, in particolar modo, ha affiancato le donne passo dopo passo nel corso dei secoli.
Noi di Well, in occasione della festa della donna, abbiamo deciso di celebrare questo legame che resiste nel tempo con un articolo dedicato. Scopri tutti i momenti più significativi di un viaggio che Well, ancora oggi, si impegna a portare avanti.
Le radici del brodo: un processo tutto al femminile
In origine, pare che le donne dei popoli nomadi cucinassero il brodo utilizzando sacchi di pelle, scaldando l’acqua con pietre incandescenti. Solo con lo stanziamento di questi popoli si iniziarono ad utilizzare le prime versioni rudimentali delle pentole.
Un pentolone sul fuoco, l’acqua che bolle e un aroma avvolgente che si diffonde nell’aria. Quella appena descritta potrebbe essere una fotografia immortalata appena l’altro ieri, ma le cui radici in realtà risalgono a più di 20.000 anni fa. Solo la nostra specie, infatti, è stata in grado di inventare questo metodo di cottura.
Come evidenziato dal professor Ballarini, il processo di bollitura rappresenta l’essenza femminile: un procedimento dolce e delicato che si contrappone nettamente alla cottura con fiamma legata alla griglia o allo spiedo.
Il Medioevo e il focolare della casa
Una delle fonti di calore delle dimore medievali era un calderone nel camino, sospeso su un fuoco sempre acceso. Si trattava di un bene prezioso, capace di sfamare tutta la famiglia e dove ogni giorno venivano inseriti avanzi, tagli di carne e verdure sulla base di ciò di cui si disponeva. Da qui nasce l’espressione “focolare della casa”: il calore sempre presente, la fonte di sostentamento della famiglia.
Il calderone necessitava di essere costantemente sorvegliato e questo spettava, nella maggior parte dei casi, ad una “guardiana del focolare”. La donna, ancora una volta, detiene un sapere pratico relativo alla vita e alla salute delle persone attorno a lei, grazie anche alle proprietà benefiche di un alimento come il brodo.
Il Rinascimento e le donne all’ombra della cucina
Durante il Rinascimento, le donne affermano la loro presenza non solo nell’ambito della cucina domestica, ma anche in quella professionale. Tuttavia, ciò non comprendeva automaticamente il riconoscimento dei loro meriti: la figura femminile, infatti, rimane nascosta, messa in secondo piano e, alle volte, screditata.
Il cuoco Cristoforo da Messisbugo, nell’antico ricettario Libro Novo, afferma: “Io non spenderò tempo a descrivere diverse minestre d’hortami o legumi (…) o simili altre cose, che da qualunque vile femminuccia ottimamente si potriano fare”. Con queste parole il cuoco sottolineava il fatto che le donne dovessero limitarsi a certi tipi di preparazioni, considerate tipicamente femminili.
Anni ‘50 e ‘60: lo spazio della cucina si trasforma
Negli anni ‘50 la figura della donna combaciava perfettamente con l’idea di casalinga felice e produttiva, capace di gestire l’intera vita familiare. La cucina, in particolare, era parte integrante del valore femminile.
Negli anni ‘60, invece, la cucina rappresentava uno spazio tagliato fuori dal resto della casa e che quindi contribuiva a separare le donne dalla vita vera e propria.
Le eccellenze di oggi
Oggi cucinare non rappresenta più un obbligo per le donne. Si tratta di un gesto pensato che permette di fermarsi e assaporare la poesia di un processo lento che concede di essere presenti nonostante la frenesia del mondo che, durante la cottura, rimane fuori dalla cucina.
Non mancano poi storie di eccellenze tutte al femminile. Una tra queste è la storia di Eugénie Brazier che, per tenere vivo il ricordo della madre defunta, cucina il suo piatto preferito: brodo di verdure e porri, servito con uova e pane raffermo. Grazie al suo impegno e alla sua dedizione, Eugénie arriva a cucinare al Les Mères, ristorante gestito unicamente da ex domestiche, per poi essere la prima donna nella storia a conquistare due volte 3 stelle Michelin.
L’impegno di Well
Well da più di 50 anni propone un’ampia scelta di prodotti capaci di affiancare le donne in tutte le loro versioni: dal pranzo da cucinare di corsa tra un impegno e l’altro, alla cena da preparare insieme a tutta la famiglia. Valorizziamo tutti i colori delle donne, dentro e fuori l’azienda.